Fontana dei Tritoni

Capolavoro dello scultore - letterato Tommaso Piscitelli di Giovinazzo, che deve avere sperimentato, sotto l'influsso di qualche dottrina esoterica, la positivitą dell'UNO che sta al TRE e viceversa (ci credeva anche Dante Alighieri). La sua intuizione ha previsto: un albero centrale e tre vitalissimi tritoni, tre guizzanti anguille in cima, tre zampillanti conchiglie a metą fusto e, a definire il tutto, tre robusti telamoni, che si richiamano al mitico eroe greco Aiace Telamonico, torre incrollabile in battaglia. La sottostante vasca marmorea, poi, rientra anch'essa nel disegno trinitario dello scultore. Una la vasca, ma trilobata. L'impiego degli elementi, nella triplice fusione, non tradisce ovviamente il disegno unitario dell'artista che raggiunge il culmine della felicitą creativa nel festoso gioco di acqua, che zampilla dagli orifizi sapientemente distribuiti lungo il bordo delle conchiglie (250 forellini) e ricadente, dalla cima dell'albero, su tritoni, simboleggianti la natura anfibia dei giovinazzesi con vocazione alla navigazione e alla agricoltura. Giochi d'acqua i cui spruzzi spesso raggiungono i passanti e, nelle calde serate di estate, al soffio della brezza scendono sul volto come una fresca carezza, quasi provvida leggera pioggerella sull'erba riarsa dal solleone.



Foto storiche

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